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Notizie da Inarcassa n.15

 

Cari amici e colleghi

dopo una lunga pausa, riprende il servizio di informazione su tutto ciò che avviene all’interno di Inarcassa.

Soltanto ora, dopo un anno e mezzo di intenso lavoro nel Consiglio di Amministrazione di Inarcassa, sono riuscito a fermarmi per riflettere e raccontarvi gli ultimi 18 mesi da una prospettiva nuova.
Prima di cominciare, come sempre, vi ricordo le prossime scadenze che vi aspettano nel 2017:

- il 31 gennaio 2017 scadono i termini per la richiesta del pagamento rateale dei contributi minimi in 6 rate bimestrali, si richiede tramite Inarcassa On Line alla voce agevolazioni.

- il 31 maggio 2017 scadono i termini per la richiesta della deroga per chi non ha la possibilita’ di pagare i contributi minimi, per i dettagli vai al link  .

- il 30 giugno 2017 scade la prima rata dei contributi minimi 2017.

- il 30 settembre 2017 scade la seconda rata dei contributi minimi 2017.

- il 31 ottobre 2017 scade la presentazione della dichiarazione dei redditi e dei volumi di affari del 2016, deve essere presentata esclusivamente su Inarcassa On line.

Novità:

- per chi è in regola con i contributi si potrà chiedere, in sede di dichiarazione, la rateazione del conguaglio in tre rate quadrimestrali con un interesse minimo.

- Indennità di paternità, in alcuni casi, per i liberi professionisti vai al link e nuove misure per i figli disabili.

- E’ stato approvato lo spostamento del pagamento del contributo integrativo per fatture con IVA ad esigibilità differita.
- Per tutto il 2017, sarà possibile effettuare a titolo completamente gratuito 1 visita specialistica al mese (anche di controllo) in una qualsiasi delle specializzazioni messe a disposizione presso i Centri Autorizzati aderenti all’’iniziativa AlwaySalute, per info vai su:  www.inarcassa.rbmsalute.it
Controlla la tua posizione su Inarcassa On line consultando gli estratti conto e verifica eventuali cifre in rosso con il segno - , in tal caso mettiti in regola con il Ravvedimento Operoso prima che Inarcassa ti notifichi l’irregolarità, risparmierai il 70% di sanzioni e puoi rateizzare.

 

Prima di raccontarvi il lavoro di questi ultimi 18 mesi, non posso non fare un cenno veloce alle votazioni che si sono svolte tra marzo e luglio 2015, per l’elezione del nuovo CND e Cda di Inarcassa per il mandato 2015-2020. La campagna elettorale si è rivelata subito dai toni accesi e in alcuni casi, roventi, è partita con largo anticipo, almeno un anno prima della scadenza, ma si è verificato un fenomeno singolare, per la prima volta si sono affacciati alla competizione organismi nuovi quali Ordini professionali e pezzi di Consigli Nazionali, che mai prima avevano partecipato. Da notare che, tali organismi, non hanno alcun ruolo nel campo della previdenza e non rappresentano i liberi professionisti, (basti pensare che negli ingegneri quasi il 70% sono dipendenti). La cosa ancora più strana è che alcuni tra i coordinatori della lista, che faceva capo agli Ordini, non erano neanche iscritti a Inarcassa. Tutto ciò non ha giovato a creare un clima sereno durante la campagna elettorale.

Ma il fatto nuovo, che ha spiazzato un po’ tutti, è stata la rinuncia alla candidatura del Presidente Paola Muratorio, che per 15 anni ha guidato la Cassa come Presidente e per 5 anni come Vice, ciò ha creato disorientamento nella lista avversaria che per un anno aveva costruito la campagna su attacchi personali al Presidente, rappresentata come il “male assoluto”.

In questo clima, che si è andato delineando, è stato facile per me decidere con quale raggruppamento schierarsi, da un lato c’era “un’armata brancaleone”, formata da gruppi diversi e disomogenei, (uniti soltanto dalla lotta al “grande nemico”), guidata da componenti esterni con nessuna competenza e conoscenza dei meccanismi previdenziali, dall’altro c’era un gruppo compatto, competente, con una lunga esperienza, espressione della vecchia maggioranza che ha saputo guidare la Cassa negli ultimi 15 anni, ma con un nuovo candidato Presidente con la volontà di innovare e superare antichi schemi.

Pertanto, dopo le elezioni dei delegati provinciali, che a Roma è stata meno sofferta del solito, (abbiamo raggiunto il quorum quasi alla seconda tornata, con una grande partecipazione rispetto al 2010 e sono stato riconfermato delegato di Roma con il maggior numero dei voti incrementando del 50% i voti del 2010), si è aperta la battaglia per l’elezione del Consiglio di Amministrazione.

Premetto che Roma è stata negli ultimi 10 anni, completamente fuori da tutti i giochi, (dal 2005 al 2010 non ha avuto nemmeno i delegati provinciali), non ha avuto quindi, per anni, alcun ruolo nella gestione della Cassa.                                                                                                                                       In occasione di queste elezioni si è manifestata la possibilità di avere un rappresentate romano nel CDA di Inarcassa, ho colto questa opportunità al volo e ho accettato subito la sfida, mettendomi in gioco nella consapevolezza delle conseguenze che ciò avrebbe comportato. Naturalmente sono partiti subito gli attacchi dei soliti qualunquisti che mi hanno definito vendutotraditore e voltagabbana, ma a me interessava soltanto restituire a Roma il suo giusto ruolo nella politica di Inarcassa e lavorare nell’interesse degli iscritti, per migliorare un Cassa in una situazione di grandissima difficoltà per i liberi professionisti. Oggi, a posteriori, dopo i risultati che hanno visto vincere con grande margine il raggruppamento uscente, guidato da Giuseppe Santoro, si può senz’altro  affermare di aver fatto la scelta giusta, ma francamente era facilmente prevedibile anche prima, visto il caos della lista avversaria.

Nel mio primo mandato di delegato inarcassa, (come potete constatare dalle precedenti news), ho spesso criticato, ma sempre in maniera costruttiva, l’operato del precedente CDA, ma non ho mai avuto preclusioni di carattere personale nei confronti di nessuno, tantomeno nei confronti dell’ex Presidente, che ho sempre ammirato per la grandissima competenza e intelligenza, con qualche limitazione dal punto di vista caratteriale.

Terminato il racconto delle vicende elettorali, passo a illustrarvi il lavoro di questi 18 mesi nel Cda, prima di cominciare è doveroso fare una premessa: vivere la gestione di una Cassa di previdenza dall’interno è completamente diverso che farlo esternamente come delegato provinciale, al di là dei tempi e dei ritmi che sono profondamente diversi, dal di dentro si scopre un mondo differente, per certi aspetti più semplice, ma per altri più complesso e comunque ci si rende conto di una realtà non percepibile quando si è soltanto delegati provinciali e si partecipa esclusivamente al CND.            
Sarebbe troppo facile e scontato evidenziare che: criticare è molto più facile che governare, ma soltanto oggi, dopo aver vissuto alcune problematiche prima dall’esterno e poi dall’interno della macchina operativa, mi rendo conto di aver fatto in passato delle critiche, senza conoscere a fondo i fatti.
Ciò non significa che tutto quello che è stato fatto è giusto, anzi si può sempre fare meglio, ma è soltanto con una conoscenza approfondita e diretta dei problemi che si può tentare di risolverli.
Se nei primi 5 anni di mandato, come delegato di Roma, il mio compito è stato quello di segnalare i problemi degli iscritti, contrastando quei provvedimenti che non ritenevo giusti e sostenendo quelli che andavano nella direzione condivisa, oggi il mio ruolo si è spostato dal CND al Cda, dove cerco di portare a termine lo stesso fine, ma dall’interno e forse con qualche possibilità in più..
Adesso passiamo a esaminare in concreto le problematiche e le azioni che sono state intraprese in questi mesi, per cominciare vi mostro alcuni numeri: 19 sedute di CDA, 12 giunte esecutive, 7 comitati nazionali, 5 seminari di studio, 60 incontri sul territorio per “conoscere Inarcassa”, 600 istanze al cda esaminate, 1500 ricorsi esaminati, 3 comitati ristretti su Assistenza, Governance e Pensioni, svariate commissioni su diversi temi. I numeri esposti non sono altro che una dimostrazione dell’enorme lavoro svolto in poco più di un anno, il nuovo Presidente Giuseppe Santoro, seppur nella continuità del solco tracciato in passato, ha voluto dare una personale impronta nuova al suo mandato, cercando di andare incontro ai colleghi in difficoltà. Le problematiche che ci siamo trovati di fronte all’inizio del mandato sono state molteplici, aggravate dalla condizione sempre più funesta dei liberi professionisti architetti e ingegneri in Italia.                        
Cerco di sintetizzare  le scelte fatte e le azioni intraprese facendo un elenco riepilogativo:

Comunicazione: la comunicazione è uno degli argomenti più importanti, (lo segnalavo già nella mia prima newsletter del 2010), il rapporto tra iscritti e Inarcassa spesso si incrina per mancanza di conoscenza dei problemi e carenza di comunicazione, il Cda ha voluto dare subito una svolta elaborando per la prima volta un “Piano di comunicazione” con l’obiettivo di avvicinare gli iscritti alla Cassa e diffondere una cultura previdenziale.
Per fare ciò è necessario rinnovare e ripensare gli attuali strumenti di comunicazione, (rivista, newsletter, sito web, lettere), ma soprattutto, creare nuovi canali di relazione quali, social networkappvideo, etc.
Uno di questi è “Inarcassa in Conference”, un nuovo servizio di consulenza previdenziale personalizzata attraverso la videoconferenza, è un progetto pilota avviato in 6 province per aiutare coloro che necessitano di un contatto diretto con gli uffici, senza doversi recare a Roma. E’ in via di definizione un’applicazione da scaricare su smartphone, per facilitare il contatto diretto di ogni iscritto con la propria Cassa, si potranno erogare una serie di servizi, prevenire ritardi e buchi nelle scadenze e molto di più, non vi anticipo altro.
Tema a parte, ma di grandissima rilevanza, sono le comunicazioni scritte inviate agli iscritti dagli uffici, da anni segnaliamo l’assoluta incomprensibilità delle stesse, ma metterci mano è davvero un’impresa, in questi mesi si è lavorato molto a questo tema e presto sperimenterete direttamente i nuovi modelli che sono stati predisposti. La chiarezza, la trasparenza e la tempestività sono stati gli argomenti su cui si è voluto lavorare, sono stati introdotti una serie di sistemi di avvisi e allert per ricordare le scadenze e avvisare l’iscritto in caso di non rispetto delle stesse, prima di avviare la procedura di accertamento con relative sanzioni. Si è anche messo in cantiere un servizio denominato “inarcassa ascolta”, con lo scopo di ascoltare le esigenze degli iscritti e tentare di dare una risposta.
Sulla base delle linee guida ANAC, che prevedono la prevenzione della corruzione e la trasparenza, è stata predisposta una sezione del sito: Amministrazione Trasparente, dove l’impegno, in termini di trasparenza, va oltre gli obblighi normativi e ha lo scopo di far rafforzare la fiducia con i propri iscritti, è anche allo studio l’elaborazione di un Codice Etico, che disciplinerà il comportamento di tutti coloro che avranno a che fare con Inarcassa, con l’obiettivo di realizzare una: “casa trasparente“.
La comunicazione è un tema centrale, non a caso è stata una delle prime azioni intraprese con un importante investimento economico, il lavoro da fare è ingentissimo i risultati arriveranno lentamente, un po’ per volta nel corso dei prossimi anni, bisogna avere pazienza ma l’impresa è partita!!

Patrimonio: il patrimonio è un tema dolente, perché riguarda i nostri soldi che versiamo ogni anno e che devono essere investiti per poter avere un rendimento il più alto possibile per ritornarci come pensioni. Su questo punto si scatenano le critiche di tutti, per la maggior parte senza alcuna conoscenza e cognizione di causa, spesso in CND e anche fuori, cominciano i balletti tra rendimento gestionale lordo e netto o rendimento contabile lordo e netto, peccato che la stragrande maggioranza ne ignori le differenze e i contenuti. Quello che conta è che la gestione del nostro patrimonio, (e non credo si possa dire lo stesso per alcune delle altre Casse), è curata con la massima responsabilitàserietà e competenza, ma soprattutto con assoluta onestà e irreprensibilità. 
Mi rendo conto di aver fatto un’affermazione impegnativa, ma lo posso fare soltanto oggi e con cognizione di causa, perché mi trovo all’interno della struttura, prima mi dovevo accontentare delle voci di corridoio e vi garantisco che se ne sentivano di tutti i colori. 
Pertanto vi esorto a diffidare delle chiacchiere da bar, quello che conta è la realtà, abbiamo un patrimonio solido, (quasi 10 miliardi di euro), in continua crescita, (seppur sempre minore nei prossimi anni), che è stato gestito da buon padre di famiglia, certo in passato qualche errore è stato fatto, alcuni rendimenti potevano essere sicuramente migliori, ma nel complesso, non possiamo sicuramente lamentarci, non bisogna confondere i rendimenti della previdenza di primo pilastro con quelli della previdenza integrativa, (sono due mondi differenti con regole completamente diverse), il problema è che molti sono convinti che le nostre pensioni saranno misere, perché il rendimento del nostro patrimonio è basso, la verità è che si ha come termine di paragone, le pensioni retributive dell’INPS, dove mediamente si pagava 10 e si prendeva 30 e la differenza la mettiamo noi con le nostre tasse, (considerate che le pensioni in Italia sono la voce più alta del bilancio dello Stato 250 miliardi di euro circa, molto più degli stipendi dei dipendenti pubblici 180 mld circa). Certo il rendimento del patrimonio è importantissimo, ai fini dell’importo della pensione, sopratutto con il sistema contributivo, (non a caso nel precedente mandato è stato deliberato l’aumento del tasso annuo di capitalizzazione per il biennio 2014-15 da 1,5% a 4,5% e i Ministeri Vigilanti sono due anni che non lo approvano), ma se i redditi dei professionisti continuano a scendere, (siamo arrivati a livelli che rasentano la povertà), i versamenti contributivi continueranno a diminuire e le pensioni, di conseguenza, saranno sempre più basse, purtroppo non si può fare la moltiplicazione dei pani e dei pesci e pertanto la soluzione è quella di far ripartire le nostre professioni, ma questo è un altro tema.
Se poi esaminiamo la gestione dell’ultimo anno, che mi riguarda più direttamente, è inutile ricordarvi la situazione mondiale del costo del denaro e degli investimenti, ormai in molte realtà (es. svizzera), affidare del denaro non ha più un rendimento ma addirittura è diventato un costo, per cui è sempre più difficile far rendere un patrimonio, a ciò si aggiungono eventi come: Brexit, attentati Isis, elezioni USA, etc., che generano grandissima instabilità e insicurezza, in questo mare in tempesta è difficile navigare, ma noi ci siamo difesi bene, non realizzeremo un grande rendimento, ma ci siamo tenuti al riparo da perdite improvvise e rischi del cambio valuta.
Nel corso del 2016 è stata fatta anche un’importante operazione di straordinario valore, l’acquisizione del 3% del capitale di Banca d’Italia per 225 mln di euro, è stata anche un’operazione fatta in squadra con gli altri Enti di previdenza privatizzati, di ottimo auspicio per il futuro. Inoltre ci sono una serie di investimenti in aziende italiane, (es. Fincantieri dove abbiamo due membri del Cda), e con altre Casse che vanno nella direzione di promuovere la qualità Italiana e della nostra professione.
Finora ho fatto soltanto elogi e non voglio essere accusato di piaggeria, pertanto veniamo alle note dolenti: il patrimonio immobiliare. Sicuramente ci sono alcuni problemi, nel 2014 è stato ceduto l’intero patrimonio immobiliare di Inarcassa al Fondo gestito da una Sgr, abbiamo subito chiesto un incontro con il Presidente e il cda per avere spiegazioni, oggi mi rendo conto che non si poteva fare altrimenti per vari motivi, sia di carattere fiscale che gestionale, ma non ho condiviso le modalità con cui si è realizzata questa operazione.                                                                                                                                      
La divisione interna immobiliare di Inarcassa, in passato, non ha dato sicuramente una grande prova di gestione dei nostri immobili, (ci sono state grosse problematiche con alcuni immobili importanti, per esempio via Po e via Depretis a Roma), pertanto il passaggio a un fondo immobiliare, gestito da una società esperta nel campo, dovrebbe sicuramente ottenere risultati migliori, ma il condizionale è d’obbligo, (basti pensare all’attuale crisi del settore immobiliare e alle recenti notizie di risparmiatori postali traditi dai fondi immobiliari), inoltre il sistema dei fondi, riduce fortemente il controllo che Inarcassa può avere sui propri immobili, (anche se ormai il passaggio ai fondi modifica radicalmente il nostro rapporto con gli immobili, di fatto ormai sono semplicemente delle quote come per i fondi azionari o obbligazionari).                                                                                                                                  
Qualcosa si può fare modificando il contratto con la Sgr, imponendo maggiori possibilità di verifiche da parte nostra e collegando maggiormente il rendimento della Sgr con la buona gestione degli immobili. Il futuro non potrà che essere più roseo per la parte immobiliare, la crisi del settore si avvierà alla fine per un nuovo ciclo positivo e i risultati del secondo anno di gestione del nostro fondo 2, sono sicuramente migliori del primo.


Provvedimenti in favore degli iscritti: il nuovo Cda ha voluto subito dare un segnale importante nei confronti degli iscritti, a settembre 2015 sono state deliberate nuove misure per semplificare l’accesso al certificato di regolarità contributiva, fondamentale per partecipare a gare e ricevere la liquidazione dei compensi, vai al link 
Per chi rispetta le scadenze è stata data la possibilità di rateizzare il saldo che scade il 31/12 in tre rate quadrimestrali, vai al link , inoltre anche per il 2017 sarà possibile versare i contributi minimi in 6 rate bimestrali.
Altro argomento importante sono le sanzioni per chi non paga i contributi, da troppo tempo siamo accusati di essere aguzzini che perseguitano gli iscritti peggio di equitalia, (spesso ci si dimentica che i versamenti a Inarcassa servono per la pensione e non sono equiparabili alle tasse che vanno allo Stato e non sempre ritornano sotto forma di servizi). In un periodo storico di grandissima difficoltà per i liberi professionisti che non riescono ad andare avanti, le sanzioni elevate diventano un ostacolo insormontabile per chi, non avendo pagato per difficoltà, vuole mettersi in regola, ma non ci riesce perché entra in vortice che lo trascina. 
Pertanto a febbraio è stata approvata una riforma che ha ridotto fortemente le sanzioni, fino all’80% 90% in alcuni casi, con lo scopo di contenere e diminuire gradualmente l’enorme debito che gli iscritti hanno nei confronti di Inarcassa, (siamo a circa 800 milioni di euro). 
Peccato che i Ministeri vigilanti hanno pensato bene di respingere la nostra riforma, con la motivazione che diventava un incitamento a non pagare, è chiaro che non hanno capito nulla della riforma, ma soprattutto che non si rendono conto della situazione in cui versano i liberi professionisti architetti e ingegneri in italia. Non ci daremo per vinti, stiamo studiando una nuova riforma da portare alla loro approvazione, cercando di semplificarla e renderla più chiara, non credo che possano bocciarla nuovamente, del resto dopo il “condono” che il governo ha fatto con la rottamazione delle cartelle esattoriali, voglio proprio vedere con che faccia ci motiverebbero un nuovo diniego.
Spero di darvi buone notizie presto.
Stiamo anche lavorando a incrementare le forme di assistenza che la Cassa fornisce ai propri iscritti, non dimenticate mai che Inarcassa, oltre a fare previdenza, offre assistenza, purtroppo non ci se ne accorge finché non se ne ha bisogno. In questi mesi sono state approvate, nuove forme di assistenza per i padri in gravi situazioni, sono stati ampliati i sussidi per i figli disabili, sono allo studio nuove forme di aiuti alla famiglia e alla professione e si stanno verificando integrazioni e modifiche all’assistenza sanitaria, all’indennità temporanea assoluta e alla maternità.
Non vi posso promettere miracoli, perché i soldi a disposizione sono sempre pochi, basterebbe però che il governo ci diminuisca le tasse che paghiamo, (15 milioni di euro solo nel 2015), per avere fondi a disposizione per l’assistenza. 
Tutela della professione: ogni anno Inarcassa, come da statuto, impiega lo 0,34% del contributo integrativo, alla promozione e sviluppo della professione, da quando esiste la Fondazione di Inarcassa, (nata proprio per queste finalità), gran parte di questi fondi, in totale circa 1,2 milioni di euro, sono destinati alle attività della Fondazione. Sarebbe troppo lungo adesso aprire il capitolo della Fondazione, su cui ci sono pareri contrastanti, mi sono dilungato già troppo e pertanto rimando il tema, che merita un’ampia e articolata descrizione, alla prossima news.
Vi anticipo però, che si stanno facendo grandi sforzi, ormai da qualche anno, per coinvolgere: Associazioni di categoria, Consigli Nazionali, Ordini, Sindacati e altri, per fare attività di lobbywing con l’obiettivo di salvare la professione di architetto e ingegnere libero professionista, la cui scomparsa, non sarebbe soltanto un danno per i diretti interessati e le loro famiglie, ma sarebbe una gravissima perdita per la collettività, sia dal punto di vista della sicurezza, che da quello della bellezza dei luoghi e degli ambienti in cui viviamo.
Un Ente di previdenza, in una situazione di normalità, non dovrebbe occuparsi della tutela della nostra professione, ma siamo in momento drammatico di grande emergenza e se non facciamo sistema tutti insieme, (Ordini, Consigli Nazionali, Associazioni, Enti etc.), e non mettiamo da parte le nostre individualità, che fanno parte della nostra essenza, non riusciremo mai a riappropriarci del nostro ruolo nella società, con una grave perdita per tutti.
In questi mesi Inarcassa ha bandito un concorso per promuovere le idee, premiando 10 tra architetti e ingegneri che hanno presentato un brevetto o un modello di utilità o ornamentale, la Fondazione ha poi realizzato 2 concorsi e altri sono in preparazione, per la realizzazione di importanti progetti, che sono stati vinti entrambi da giovani colleghi, che hanno avuto come premio l’incarico di progettazione e direzioni lavori dell’opera che non rimarrà sulla carta ma verrà realizzata. 

E’ una bella scommessa per il futuro, dobbiamo pensare in termini positivi con grande determinazione.


Antonio Marco Alcaro
Delegato di Roma e Consigliere di Amministrazione

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