T I V O L I  -  P A L E S T R I N A  -  T E R R A C I N A
"I santuari repubblicani nel Lazio"
 

In tutte le civiltà l'architettura religiosa è la più legata alle tradizioni e la Roma repubblicana, in tal senso, non fa eccezione: i templi urbani, da quello di Giove Capitolino a quello della Fortuna Virile al foro Boario, seguono nell'impostazione e nelle proporzioni le linee guida dell'architettura italo-ellenistica. Pur tuttavia è sufficiente allontanarsi di pochi chilometri dalla città per riscoprire i germi della più genuina inventiva romana nelle grandiose rovine dei Santuari laziali. Lontano dalle restrizioni formali imposte all'architettura cittadina dal ferreo rispetto delle tradizioni, è qui che gli architetti romani poterono esprimere a pieno le potenzialità del calcestruzzo e delle nuove tecnologie ad esso collegate.
Perizia costruttiva e disinibiti gesti creativi si fondono insieme generando edifici di nuova concezione, profondamente legati all'ambiente naturale che li circonda. Il tempio di Giove a Terracina deve molta della sua imponenza alla magnifica posizione: una punta rocciosa che domina la costa per molte miglia. L'eccentricità del tempio rispetto al suo recinto fu sens'altro una scelta guidata dal desiderio di favorire al massimo la visibilità dell'edificio dalla via Appia, strada da cui giungevano i viaggiatori romani.
Quella del rapporto architettura-paesaggio è una tematica costante dei santuari laziali che, dalla scelta di posizioni scenografiche, derivano gran parte del loro effetto formale. Il tempio di Ercole Vincitore, ad esempio, domina la vallata dell'Aniene, in un luogo strategico per i traffici commerciali: al di sotto della grande spianata del tempio (m. 40x60) venne inglobato infatti l'antico tracciato della via recta, che collegava Roma con le montagne del Sannio. In tempi recenti le sottostrutture del tempio sono state utilizzate per la costruzione di una cartiera ed un sapiente restauro permette oggi di visitare un luogo reso ancora più suggestivo dall'accostamento di resti antichi e testimonianze industriali. Dove, però, le potenzialità innovatrici delle nuove tecnologie producono i loro frutti più maturi ed il paesaggio naturale diviene esso stesso architettura è nel grandioso santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina, Il sorprendente gioco di terrazze, rampe e scalinate, tutte disposte lungo un asse centrale di simmetria, che si articola lungo il pendio della collina, caratterizza un'architettura pensata per essere percepita progressivamente, in precario equilibrio tra anticipazione calcolata e sorpresa visiva.
Per queste caratteristiche planimetriche e per l'innovativo utilizzo di elementi classici il tempio di Palestrina è stato definito da J. Ward-Perkins "barocco", sottolineando così il carattere innovativo di un struttura sorprendentemente moderna per l'epoca di costruzione. Pur essendo molto conosciuto fin dall'antichità il tempio di Preneste non ebbe dirette discendenze: i monumenti della Roma repubblicana non recepirono quel senso di avventura creativa che era espresso dai santuari del Lazio, relegando così questi monumenti ad essere una potenzialità inespressa dell'architettura romana.