Destino rischioso per ogni città con un passato glorioso, le cui vive testimonianze impressionano ancora per grandiosità ed eleganza, è quello di rimanere prigioniera del suo stesso mito. Roma città-museo, intoccabile tessuto urbano in cui arte e storia si intrecciano indissolubilmente, Roma città della memoria... Quando poi la forza evocativa di antiche grandezze diviene lo strumento propagandistico di un potere assoluto, il risultato è l'isolamento culturale degli spiriti più innovativi.
Negli anni '20 - '30, quando già in tutta Europa le esperienze dell'Art Nouveau e del Protorazionalismo avevano definitivamente delineato l'avvento di un nuovo modo di fare architettura, la cultura ufficiale italiana era sorda, Roma in particolare impermeabile ad ogni cambiamento. In questo difficile clima culturale si inserisce l'opera innovativa di alcuni protagonisti del Razionalismo italiano: visitando il complesso universitario sarà possibile scoprire, tra tanti stanchi e tristi trionfalismi architettonici, la genialità delle soluzioni adottate da Pagano, Aschieri, Capponi e Ponti.
Un importante momento di verifica del lessico del primo movimento moderno a Roma è costituito, poi, dagli edifici postali costruiti tra il 1933 ed il 1935: la massa sinuosa che Ridolfi progetta per Piazza Bologna ed i volumi puri di Libera per Via Marmolada, rappresentano due facce dello stesso linguaggio architettonico. Un altro confronto diretto tra l'impronta monumentalista dell'architettura di regime e lo slancio raffinato del genuino movimento moderno sarà possibile cogliere passeggiando per le strade dell'EUR: il Palazzo dei Congressi, il "Colosseo quadrato", le Poste del gruppo B.B.P.R.
Tra le opere del dopo guerra a Roma merita una segnalazione il corpo frontale della stazione Termini: un blocco compatto animato da un atrio il cui dinamico spazio interno culmina nella visuale aperta verso l'Ager Severianum. Le due anime di Roma si incontrano: l'architettura moderna accetta il confronto con la preesistenza, senza più remore né vincoli, sicura delle potenzialità del nuovo linguaggio plastico e formale.
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