L'isola Tiberina, piccola rupe tufacea della stessa natura dei Sette Colli, fu certamente, prima che Roma nascesse, un punto di riferimento nel passaggio del Tevere. Qui si incontravano culture diverse e per certi versi distanti: le popolazioni italiche, gli etruschi ed i greci dell'Italia meridionale. Da tempi antichissimi, quindi, l'isola fu attraversata da una strada e non č azzardato pensare che per questo motivo Roma fu costruita dov'č e non altrove.
Il tema del passaggio dunque informa, ed in un certo senso deforma, la struttura naturale dell'elemento isola. Un primo passaggio, "orizzontale" č quello reale, che si realizza nell'attraversamento pedonale dei ponti e che permette al visitatore di conquistare il luogo per eccellenza (l'isola appunto), superando i confini esatti di cui la natura l'ha dotata. Un secondo passaggio, "verticale", č invece quello mitico legato alla leggenda della nave di pietra, in perenne lotta contro la corrente per risalire il corso del fiume. Fieri, infatti, di aver debellato la natura all'interno della cittā, i romani cercarono di rendere artificiale anche l'isola, contornandola con argini di pietra a forma di nave di cui ancora oggi sono visibili alcuni frammenti.
Miti appassionanti e realtā storiche si intrecciano formando il fascino e la suggestione di un luogo unico nella struttura della cittā. Venerata nell'antichitā, luogo di cura nel Medio Evo, scampata a dissennati progetti di ingegneria idraulica, l'isola permette oggi, al visitatore attento, di scoprire scorci suggestivi e fuori dal tempo, di osservare la cittā da un insolito punto di vista, svelando discreta i segreti dei tremila anni di storia di cui č stata testimone.
|