A M S T E R D A M   -   R O T T E R D A M
"La vita dall'acqua"
 

 1° giorno

 Arrivo ad Amsterdam. Spostamento a Rotterdam, visita dei complessi per abitazioni di J.P. Oud
 e di Mecanoo, penitenziario di C.Weber, Kunsthal di R. Koolhaas, Istituto di Architettura Olandese di
 J.Koenn, Ponte sulla Maas di B. Van Berkel, Centro della Simulazione Navale di N. Foster.

 2° giorno

 Spostamento all'Aia, visita al Museo Municipale di H.P. Berlage, Teatro Nazionale di Danza di R. Koolhaas,
 case d'abitazione di A. Siza, Municipio e Biblioteca di R. Meier, Ministero del Lavoro e Teatro
 di H. Hertzberger, Desouterrain di R. Koolhaas.

 3° giorno

 Spostamento ad Amsterdam. Visite ai complessi per abitazioni di T. Bosch, R. Koolhaas, R. Uytenaak,
 J. Koenn, Atelier PRO.

 4° giorno

 Visita al Municipio e Auditorium di W. Holzbauer, ampliamento della Rijksakademi di K. Van Velsen,
 Sede Generale del Wagon Lits e Hotel Ibis di Benthem & Crouwel,
 Museo della Scienza e tecnica di Renzo Piano.

 5° giorno

 Giornata libera sino alla partenza.


Le città si sono sviluppate in modo simile attorno ad un nucleo di isole. Sono collegate tra loro con dei ponti che ricuciono percorsi suggestivi grazie alla varietà di aperture nello skyline urbano e alle visuali che si aprono all'improvviso su spazi di bellezze contrastanti. Il suo tessuto residenziale classico è costituito da case a schiera, particolarmente adattate alla forma dei lotti così tagliati per il miglior sfruttamento del prezioso terreno. Case strette, lunghe, sviluppate in altezza e con un caratteristico tetto spiovente dovuto alle tipiche condizioni climatiche, sopperivano, come nell'usuale schiera, le funzioni di residenza e di bottega artigianale con magazzino annesso. La complessa conformazione morfologica del terreno ha fatto sì che le correnti di architettura, come "la nuova oggettività", si modellassero sulle esigenze di città che avevano delle costanti con le quali l'architettura ha sempre dovuto mettersi in gioco. Eppure queste città non hanno avuto un panorama costruttivo-architettonico stantio, al contrario le risposte alle nuove necessità della modernità furono date in primo luogo concettualmente e poi quei concetti mettendo mani e piedi si adattarono alla realtà. Un gruppo di architetti facenti capo a Van Eyck si rproposero nel loro programma progettuale il riassetto dell'edilizia storica e il completamento del tessuto storico con degli interventi mirati alla valorizzazione del tessuto circostante.

"Ciò che l'immagine della neve suggerisce nel rapporto con la città è un'accurata regolazione un adattamento, una modificazione, un'addizione. Le città sono caotiche e lo sono per necessità. Le città sono anche caleidoscopiche. Bisogna immergersi in queste nozioni prima che sia troppo tardi. Rispettando edifici esistenti, la morfologia spaziale e il tessuto sociale di ogni luogo, si sono messe a punto delle nuove tipologie edilizie e studiati i metodi per migliorare quelli degradati e per introdurre quelle funzioni che fanno di una strada, una strada di quartiere, e finalmente di una città, una città."