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Notizie da Inarcassa n.11

cari amici e colleghi

 

prosegue il servizio di informazione su tutto ciò che avviene all’interno di Inarcassa.

 

A fine anno è tempo di bilanci, il 2013 è stato l’anno zero per inarcassa con l’entrata in vigore della riforma tanto contestata.

Ci auguriamo che il 2014 possa essere un anno di cambiamenti positivi per la nostra cassa con aggiustamenti della riforma, maggiore trasparenza, miglior rapporto con gli iscritti e migliore gestione del patrimonio.

Tutti temi trattati nell’Assemblea dell’Ordine degli Architetti di Roma del 25 novembre scorso, dove il Consiglio dell’Ordine si è impegnato a portare avanti con forza e determinazione le problematiche degli iscritti nei confronti della Cassa.

Guarda i video dell’Assemblea

 

 

SCADENZE:

Vi ricordo che il 31 dicembre scade il termine per il pagamento del conguaglio dei contributi del 2012, bisogna creare il MAV su inarcassa on line. Anche quest’anno il Consiglio di Amministrazione ha concesso la possibilità di posticipare il pagamento fino al 30 aprile 2014, con una novità sul tasso di interesse che non sarà più fisso, ma sarà commisurato sui giorni effettivi della data del versamento (4,25% + BCE).

Per esempio chi versa entro il 31 gennaio avrà un incremento dello 0,39%, entro il 28 febbraio dello 0,79% e così via, a differenza dell’anno scorso dove anche chi versava a gennaio aveva un incremento fisso del 2%. (per maggiori dettagli vedi il grafico informativo pubblicato sul sito di inarcassa).

 

 

IMPORTANTI NOVITA’ PER IL 2014:

 

1) Nel 2014 sarà possibile versare i contributi minimi in 6 rate bimestrali anziché in due rate come fatto fino ad oggi, le rate saranno di importo uguale, naturalmente senza interessi in quanto si comincerà a pagare subito dal 28 febbraio e poi ogni due mesi fino al 31 dicembre.

Per accedere a questo sistema bisognerà fare richiesta improrogabilmente entro e non oltre il 20 gennaio 2014, esclusivamente in via telematica attraverso la voce “agevolazioni” dal menu di Inarcassa On line.

Sicuramente è un iniziativa che va incontro alle esigenze degli iscritti che hanno difficoltà a pagare i minimi, ma bisognerà stare attenti alle scadenze, che saranno 6 e non più 2, perché se si salta una scadenza scatta la sanzione.

 

2) Nel 2014 si potrà derogare dal pagamento dei contributi minimi, (la modifica è in attesa di approvazione da parte dei Ministeri vigilanti), ovvero si potrà pagare il contributo soggettivo (che attualmente è di un minimo di 2250 euro) in base al proprio reddito, per esempio chi ha un reddito di 10.000 potrà pagare 1.450 invece che 2250, si potrà fare per un massimo di 5 anni, rimane inalterato il pagamento dei contributi minimi integrativi che servono in gran parte per l’assistenza che deve essere garantita a tutti gli iscritti.

I dettagli di questa importante novità, di cui mi sono fatto promotore sin dall’approvazione della Riforma con un emendamento che non è stato possibile discutere, sono spiegati più avanti quando si parlerà dell’ultimo CND.

 

3) Sono state approvate delle modifiche alla Riforma in merito alla pensione minima (sempre in attesa di approvazione da parte dei Ministeri vigilanti), che permetteranno, a coloro che avevano 50 anni di età e 20 anni di iscrizione a inarcassa al 31 12 2012, la possibilità di avere una pensione minima in forma pro rata, fermo restando il rispetto del parametro ISEE.

Con la riforma, infatti, la pensione minima non è garantita a tutti come prima, ciò ha creato delle situazioni in cui, molti iscritti si sono trovati improvvisamente a non avere più una pensione annua di 10.500 euro, ma una pensione di 2000 o 3000 euro all’anno. La modifica appena approvata permetterà di correggere queste situazioni per coloro che ne avranno realmente bisogno.

 

 

Nel frattempo la nostra Presidente Paola Muratorio, dopo essere entrata nel Consiglio di Amministrazione di Enel Green Power, è diventata Presidente di Enel Rete Gas, società recentemente rilevata da F2i (Fondo italiano per le infrastrutture dove inarcassa detiene delle quote e ha un membro nel Consiglio di Amministrazione nella persona del Direttore Generale di Inarcassa Giancarlo Giorgi). Speriamo che non diventi come Mastropasqua, il Presidente dell’INPS che colleziona 25 incarichi in 25 società diverse.

 

La presenza di inarcassa, con quote del nostro patrimonio, in società di investimento SGR e vari Fondi si è ampliata negli ultimi anni, (le recenti nomine della Muratorio derivano anche da questo), spesso i soggetti che ruotano attorno a queste realtà sono sempre gli stessi (per esempio Caltagirone e Monte dei Paschi), noi Delegati non siamo informati di quasi nulla in merito a questi investimenti e quote societarie e scopriamo le notizie su internet, ci piacerebbe essere coinvolti maggiormente dato che poi dobbiamo approvare i bilanci e non vorremmo che il nostro ruolo sia soltanto quello di notai.

 

Mi auguro che la presenza di Inarcassa e del nostro Presidente in tutte queste società possa portare un buon risultato al nostro rendimento del patrimonio, ma la poca trasparenza, riscontrata fino ad oggi, non è un buon segno.

 

 

 

Per chi vuole conoscere i fatti accaduti nell’ultimo CND del 28 e 29 novembre può leggere questa breve sintesi:

 

- nel CND di novembre, il Presidente di inarcassa ci ha informato sulle ultime novità, non è stata ancora aggiudicata la gara internazionale per il call center, mentre la Banca Popolare di Sondrio si è riconfermata nella gara per la tesoreria.

 

Sono seguiti gli interventi dei delegati in merito alle dichiarazioni del Presidente, dove il delegato ingegnere di Roma, Aristide Croce, ha attaccato con grande forza il Consiglio di Amministrazione e il Direttore Generale di Inarcassa per la mancanza di trasparenza nella gestione del patrimonio Immobiliare e la difficile situazione di molti immobili.

Alcuni giorni prima del CND il collega Croce e il sottoscritto hanno richiesto al Direttore Generale di Inarcassa, Giancarlo Giorgi, di avere il quadro riepilogativo del nostro patrimonio immobiliare, con le schede degli immobili e una serie di dati allegati.

La richiesta nasceva dalla preoccupazione per la situazione di alcuni immobili su Roma di proprietà di Inarcassa dove persistono da anni problemi che non permettono di mettere a reddito gli immobili (per esempio via Po, Galleria Regina Margherita), ma la risposta del Direttore Generale, inviata soltanto al collega Croce e non al sottoscritto, è stata a dir poco imbarazzante: sono stati negati i dati richiesti, è stata tirata in ballo la legge 241 sull’accesso agli atti pubblici che non ha nulla a che vedere con questo caso, inoltre è stata fatta un affermazione molto grave definendo il singolo delegato senza alcun  valore e attribuendolo soltanto al CND nella sua totalità.

La risposta è stata talmente grave, da far richiedere al collega Croce, al termine del suo intervento, le dimissioni del Direttore Generale di Inarcassa.

 

La risposta del Presidente Muratorio, che ha dovuto ammettere però l’errore nella risposta del Direttore Generale, è stata tutta incentrata nella difesa della gestione del contenzioso dell’immobile della Galleria Regina Margherita, ma non ha risposto fino in fondo alla mancanza di trasparenza e alla reale gestione di sofferenza di molti immobili.

 

Sono intervenuto successivamente cercando di calmare gli animi, dopo l’intervento concitato del collega Croce, ma ribadendo la necessità di trasparenza e di coinvolgimento dei delegati nella gestione del patrimonio mobiliare e immobiliare di inarcassa  nell’interesse di tutti gli iscritti.

 

Sull’immobile della Galleria Regina Margherita o di via Po, non è tanto importante, in questo momento, capire di chi è la colpa del contenzioso, ma risolvere il prima possibile il problema e portare a reddito il fabbricato perché fino a quando persiste il contenzioso, a rimetterci sono tutti gli iscritti.

In merito poi alla grande quantità di immobili adibiti ad uso commerciale sfitti per via della crisi, il Presidente Muratorio ha affermato che non conviene abbassare il canone perché ce lo porteremmo per 12 anni, ma conviene aspettare. Ciò è vero se l’immobile rimane sfitto per 1 o 2 anni, ma non è più così se dura per 3 anni o più, (un immobile che ha un reddito annuale potenziale di 5 milioni di euro se non viene affittato per 3 anni causa un danno di 15 milioni di euro, se viene affittato con una canone ridotto del 20% in 12 anni la perdita è di 12 milioni, quindi con 3 anni già ci guadagneremmo), pertanto mi auguro di vedere l’immobile di via Po presto affittato.

 

 

1) Poi si è passati all’approvazione del bilancio preventivo 2014, non c’è stato un lungo dibattito prima della votazione, il mio giudizio al terzo mio bilancio preventivo da approvare è che ci sia un eccessivo uso di parole, numeri, grafici che poco hanno a che vedere con la realtà, c’è sempre una volontà di far vedere che va tutto bene, che noi siamo i primi della classe, mi sarebbe piaciuto ogni tanto vedere l’ammissione di qualche errore e di qualche responsabilità. Per esempio in merito alla difficile situazione del patrimonio immobiliare, nel preventivo 2014 non vi è alcuna traccia.

Ho ritenuto astenermi dall’approvazione del Bilancio.

 

 

2) Si è passati poi all’approvazione di alcune modifiche alla Riforma approvata nel 2012, la più importante è quella relativa alla deroga sul pagamento dei contributi minimi, un tema molto caldo che interessa più della metà degli iscritti.

In sede di approvazione della Riforma sono stati aumentati fortemente i contributi minimi, sottovalutando l’impatto che tale modifica avrebbe avuto sugli iscritti, ho più volte sollecitato il CND in tal senso, ma invano. Finalmente dopo un anno e mezzo il CDA si è accorto del problema e dopo una discussione in CND si è arrivati a una proposta di modifica dove si potrà per 5 anni (consecutivi o non), derogare dal pagamento dei contributi minimi soggettivi (in una prima ipotesi, per fortuna bocciata dal CND, il CDA voleva esonerare gli iscritti anche dal contributo minimo integrativo, privandolo però di qualsiasi assistenza e tutela), pagando in base al reddito.

L’iscritto dovrà decidere nei primi mesi di ogni anno se optare per questa deroga, in caso positivo a giugno e settembre pagherà soltanto i minimi integrativi e a dicembre dell’anno successivo, dopo aver fatto la dichiarazione dei redditi, pagherà i contributi soggettivi in base al reddito, se avrà superato i minimi e soltanto in quel caso, pagherà gli interessi sul contributo minimo che avrebbe dovuto versare l’anno precedente.

Chi usufruirà di questa deroga potrà decidere entro 5 anni successivi se recuperare la differenza non versata del contributo minimo, in caso contrario quell’anno sarà conteggiato, in termini di anzianità contributiva, in percentuale al contributo versato, nel peggiore dei casi avrà bisogno di 2 o 3 anni in più per andare in pensione, che credo sia il male minore dal dover chiudere la partita iva e cancellarsi da inarcassa.

Questa modifica non risolve sicuramente i nostri problemi, ma è sicuramente un effetto tampone che può arginare l’emorragia in corso, nella speranza che nel tempo massimo di 5 anni le cose possano andare meglio per la nostra professione.

Il CND ha approvato a larga maggioranza la modifica.

 

3) Si è passati poi presentazione del lavoro del Comitato Ristretto sul tema della rappresentatività, in parole povere la riduzione del numero dei Delegati.

Attualmente siamo 228 tra architetti e ingegneri, alcuni rappresentano realtà molto piccole con qualche centinaio di iscritti, inutile dire che le grandi città sono penalizzate da un sistema che privilegia i piccoli centri.

Sono alcuni anni che si parla della riduzione dei delegati, ma quando finalmente siamo arrivati al dunque si è capito che la riduzione non ci sarà mai, la discussione che è nata è stata molto lunga, appassionata e per certi aspetti inaspettata, ho capito che, in particolar modo nel sud di Italia, la concezione del delegato è completamente diversa da quella che io mi sono sempre immaginato.

Ho sempre creduto che il ruolo del delegato inarcassa sia un  ruolo politico per cercare di far funzionare al meglio la macchina di inarcassa in tutti i suoi aspetti: dalla gestione del patrimonio al rapporto con gli iscritti, dal funzionamento degli uffici all’efficienza nei servizi e molto altro, ho invece scoperto, con grande sorpresa, che molti delegati ritengono che il nostro compito principale, sia quello di risolvere personalmente le problematiche dei propri iscritti, tutto ciò deriva da una storia e una cultura tutta italiana, dove il voto di scambio e il clientelismo ha portato il nostro paese nella condizione che tutti conosciamo.

Con queste premesse la riduzione del numero dei delegati la vedo molto difficile, non c’è convergenza nemmeno sui motivi per cui bisognerebbe ridurre, se si parla di ridurre i costi, tutti sono disposti a tagliarsi il gettone pur di non tagliarsi la testa, se si parla di maggiore efficienza, si dice che va benissimo così, se si parla di motivazioni spinte dall’esterno, dicono che si devono fare i fatti loro, insomma anche nel prossimo mandato 2015-2020 avremo 228 delegati.

 

 

Prima della fine del CND abbiamo raccolto le firme di 78 delegati per chiedere di mettere all’ordine del giorno del prossimo CND la questione degli immobili inarcassa, ma probabilmente non servirà a nulla perché pare, (naturalmente tutto in gran segreto), che prima del prossimo CND, l’intero patrimonio immobiliare di Inarcassa sarà ceduto al Fondo Immobiliare Inarcassa Re gestito dalla società SGR Fabrica di Caltagirone e Monte dei Paschi, vi saprò dire gli sviluppi alla prossima puntata.

 

Buon anno a tutti nella speranza di un anno migliore

 

 

Antonio Marco Alcaro

Delegato Inarcassa Roma

 

This Post Has 3 Comments

  1. Username* scrive:

    Gentile Antonio Marco Alcaro
    Delegato Inarcassa Roma
    Grazie per le informazioni che ci fornisce!
    Sono totalmente d’accordo con le sue analisi e/o osservazioni.

    Mi permetta di osservare in relazione al punto 3) di, Per chi vuole conoscere i fatti accaduti nell’ultimo CND del 28 e 29 novembre puo’ leggere questa breve sintesi:

    in particolare:
    ….. in particolar modo nel sud di Italia, ….
    ….. tutto cio’.deriva da una storia e una cultura tutta italiana, dove il voto di scambio e il clientelismo ha portato il nostro paese nella condizione che tutti conosciamo. ….

    Il mio pensiero:
    Viaggiando l’Italia dal Nord al Sud, mi accorgo e mi scontro continuamente con la questione “CLIENTELISMO”.
    Al Sud non trovo modi particolari ma una invasione del clientelismo diffuso a tutti i livelli delle relazioni tra le persone, sia privato, sia pubblico.
    La stessa invasione la ritrovo in tantissimi luoghi di tutta l’Italia.

    Lei stesso cita: Caltagirone e Monte dei Paschi, che non sono esattamente peculiarità del Sud Italia.

    Mi dichiaro:
    Consapevole dei nostri guai che non ci permettono di essere un paese europeo normale.
    Testimone della incapacità ad applicare le regole sia nel privato che nel pubblico.
    Osservatore di una “insana passione” nella ricerca di una dipendenza, di un favore particolarissimo, di un “CLIENTELISMO”.

    Quanto potremmo essere diversi se tutti imparassimo a conoscere e ad applicare le regole, a cominciare dalla Costituzione Italiana???

    Quanta responsabilità abbiamo noi (professionisti) in quanto strumenti attraverso i quali i cittadini e le istituzioni, in complicità circolare trasformiamo il PAESAGGIO?

    Forse dovremmo ripensare: “il tutto, il come, il quando” !!!
    Dovremmo ripensare la scuola….
    Dovremmo ripensare l’educazione, l’auto-educazione ciascuno per la propria parte di responsabilità, coscienti di essere gli attuali artefici, insieme a tutte le altre persone della realizzazione di un “paese europeo normale” dove vivere o anche temporaneamente soggiornare sia piacevole per tutti.

    Grazie per l’opportunità che mi da di poter esprime questi miei pensieri, le auguro un BUON ANNO NUOVO!

    Saverio Ciaccio

  2. f.terenzio scrive:

    Gent.mo collega Alcaro,
    sono l’architetto Francesco Terenzio iscritto INARCASSA dal 1983,Ordine di Roma,continuativamente.
    Ti ringrazio per tutto l’impegno dimostrato nel portare avanti le nostre istanze presso la “nostra cassa”….ma purtroppo, da quello che scrivi,mi pare evidente,che la “cassa” proprio “non è nostra”, ma bensì di qualcun’altro. Condivido pienamente le tue considerazioni …però mi permetto di proporti alcune riflessioni:
    FORSE CI SONO TUTTI GLI ESTREMI PER IMPUGNARE I VARI ATTI AMMINISTRATIVI CITATI E DENUNCIARE ALLA MAGISTRATURA O ALLA CORTE DEI CONTI O A CHI DI DOVERE, I COMPORTAMENTI ILLEGALI CHE MAN MANO SI SIANO MANIFESTATI (Quali ad es.omissione di atti d’ufficio,oppure falso in atto pubblico,etc…vedi in particolare IL COMPORTAMENTO DEL DIRETTORE GENERALE INARCASSA GIANCARLO GIORGI NEI CONFRONTI DI VOI DUE NS. DELEGATI ….oppure LA GARA PER IL CALL-CENTER … oppure LA DECISIONE DI CEDERE IL PATRIMONIO IMMOBILIARE AD UN FANTOMATICO FONDO IMMOBILIARE INARCASSA RE..oppure LA GARA PER LA TESORERIA VINTA DA B.POP.SONDRIO…(CHI DECIDE TUTTE QUESTE COSE? CON QUALI PROCEDURE “TRASPARENTI” E QUALI CONTROLLI?E LA CORTE DEI CONTI?) … Non è possibile che questi “personaggi” debbano e possano andare avanti con la certezza di TOTALE IMPUNITA’ dei loro comportamenti illegali, qualora dimostrati. Certamente una azione legale avrebbe dei costi …ma penso proprio che le vie di finanziamento siano tante e tutte possibili, ( colletta tra noi iscritti o una “CLASS ACTION” in piena regola). Al di là comunque di questa esortazione a “difendere con tutti i mezzi” la DIGNITA’ della vs persona ,nonchè della vs figura istituzionale di delegati, voglio sottolineare UNO ED UNO SOLO DEI PROBLEMI CHE SECONDO ME ANDREBBERO RISOLTI DEFINITIVAMENTE PER LA NOSTRA PROFESSIONE: LA PENSIONE MINIMA!
    DOPO 40 ANNI DI CONTRIBUZIONE E’ VERGOGNOSO ( A DIR POCO ) RICEVERE UNA “PENSIONE” MINIMA DI 700/800 € AL MESE! COSA POSSIAMO FARE PER PORTARE QUESTA PENSIONE MINIMA AD UN LIVELLO “DIGNITOSO” CIOE’ AD ALMENO 1.500,00 € AL MESE? NON PENSO CHE CI VOGLIA UNA “RIVOLUZIONE” PER RAGGIUNGERE UN OBIETTIVO DEL GENERE! PERCHE’ NON TI FAI PROMOTORE DI QUESTA SOLA ED UNICA INIZIATIVA DI MODIFICA DELLA RIFORMA DEL 2012? (fosse pure l’ultima tua battaglia all’interno di Inarcassa). NON POSSO CREDERE CHE UN OBIETTIVO COSI’ “SEMPLICE” NON POSSA ESSERE CONDIVISO DA TUTTI NOI ISCRITTI, NON POSSA DIVENTARE UN UNICO ORDINE DEL GIORNO DI TUTTI I PROSSIMI CND , E SIA IMPOSSIBILE DA RAGGIUNGERE!
    Resto in attesa di una tua risposta alle mie riflessioni,se vuoi e puoi, ti saluto cordialmente
    Francesco Terenzio

  3. alcaro scrive:

    Gentile Francesco,
    sicuramente ci sono degli atti che potrebbero essere impugnati, le gare sono fatte con procedure ad evidenza pubblica, come del resto tutte le gare pubbliche che si fanno in Italia, di cui conosciamo bene il funzionamento.
    Per quanto riguarda la pensione minima, in realtà con la riforma, è stata per molti versi abolita, (ci sono iscritti che prenderanno 3.000-4.000 euro all’anno di pensione), il problema è che:
    - una volta una minoranza in difficoltà poteva essere aiutata dalla maggioranza che stava bene, garantendogli una pensione dignitosa,
    - oggi è la maggioranza ad avere difficoltà e la minoranza che sta bene non riesce ad aiutare la maggioranza.
    In parole povere non ci sono i soldi per garantire una pensione dignitosa a tutti, e noi non abbiamo contributi dallo stato, ma dobbiamo pagare le pensioni con i nostri contributi.

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