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bioarchitettura

Itinerario Svizzera Austria Germania

Diario di bordo dell’ultimo viaggio Ared.it
Itinerario tra la Svizzera, l’Austria e la Germania per conoscere la Bioarchitettura
24 Aprile – 01 Maggio 2007

Set fotografico

L’appuntamento è alle 11,00 del giorno 24 Aprile, ad uno ad uno i partecipanti arrivano puntuali nella hall dell’aeroporto di Ciampino. Siamo 26 persone, la maggior parte di Roma ma anche di Senigallia, Genova, Orvieto, Ciampino stesso e Colleferro!!!

Il rito delle presentazioni è veloce e produttivo: subito amici, molti di loro già si conoscono e sono all’ennesimo viaggio Ared, per altri è la prima volta ma non c’è nessun problema, nessun timore, nessuna timidezza.

Si tratta di un viaggio di lavoro, esattamente di aggiornamento, sulla nuova frontiera dell’architettura : cioè la bioarchitettura ovvero sul concetto di sviluppo sostenibile: valutazione dei cicli di vita dei materiali, sviluppo dell’uso delle materie prime e delle energie rinnovabili, riduzione di quantità di materia e di energia utilizzata durante il ciclo di vita dei prodotti.

Il gruppo è composto da laureati in Architettura che dopo la laurea hanno affrontato percorsi diversi: insegnamento di ogni ordine e grado, impiego nella pubblica amministrazione , libera professione, addetti ai musei, paesaggisti, urbanisti, impiantisti, e interior designers ,alcuni sono ancora molto giovani, altri…giovanissimi ma,diciamolo, con una lunga esperienza lavorativa!!!

Al di là, comunque, dell’esperienza lavorativa acquisita da ciascuno di loro nel corso degli anni, quello che conta è vedere con i propri occhi ciò in cui si crede, ciò in cui soprattutto bisogna credere per un futuro migliore: l’uso di un’architettura sostenibile.

L’itinerario è tra i più duri che ci possano essere, per un normale turista rappresenta piuttosto una penitenza ma anche per un professionista qualsiasi, abituato a viaggiare per lavoro, è stremante. Si comincia dalla Svizzera, poi la Germania , poi l’Austria, si parte in aereo, si prosegue in pullman si torna in treno…(Vienna- Roma in cuccetta), durante gli otto giorni di viaggio non si dorme mai più di una notte nello stesso albergo, le giornate si svolgono tutte uguali : partenza alle nove dopo colazione, il bus raggiunge la meta del giorno e si ferma : si scende, si guarda, si fotografa, si studia, si ammira ,si apprezza, si critica; tempo massimo 20 minuti e si riparte e si raggiunge la nuova meta: si scende, si guarda, si fotografa, si studia, si ammira, si apprezza, si critica tempo massimo 20 minuti e si riparte e si raggiunge la meta successiva … così per tutto il giorno: sali e scendi dal bus. Sosta più lunga permessa : quella per la pausa pranzo.

Poi arriva il momento di andare nel nuovo albergo del giorno: rapida doccia, rapido cambio e via a visitare il posto come turisti normali, chiese, monumenti, piazze, fontane, ponti, architetture interessanti del passato e del presente e poi finalmente il ristorantino giusto scelto con cura, è quasi un rito e l’unica nota mondana del viaggio. Ma che fatica trovare cibo che non sia italiano!!!

Alle volte il gruppo si divide in sottogruppi, alle volte si riesce a stare tutti insieme.

Anche la cena è un modo per assaporare la cultura del posto: il cibo deve essere assolutamente locale ma per trovarlo occorre faticare come durante il giorno perché si trovano solo ristoranti rigorosamente ITALIANI sia nel menù che nel servizio che ovviamente nella lingua.

Il programma del viaggio si segue alla lettera e giorno dopo giorno si depennano i posti visitati, si comincia ad entrare dentro i progetti visti ad amarli con i loro pregi e i loro limiti, si comincia ad abituarsi al proprio posto nel bus ed ai compagni seduti accanto, come un rituale ogni mattina ci si siede ai propri posti , si studiano insieme le proposte architettoniche del giorno e si leggono informazioni sulla guida del Touring , dopo la visita ci si confronta, si commenta, ognuno dice la sua, qualcuno sonnecchia e recupera sapendo che c’è ancora tanta strada da fare.

C’è una bella armonia, tra i partecipanti, i percorsi, la bioarchitettura e la scansione ritmica del programma di viaggio.

A proposito di programma di viaggio, l’itinerario si è svolto nel seguente modo:

si è partiti da Ciampino per raggiungere Basilea dove ci aspettava il bus che ci ha accompagnato per tutto il viaggio. Prima tappa :Winterthur in Svizzera, obiettivo del percorso è la conoscenza dell’housing bioarchitettonico o meglio del planning sostenibile: alloggi, scuole, giardini, parchi e uffici:

SUSTAINABILITY IS ABOUT ENSURING THAT WHAT WE DO TO MEET OUR NEEDS DOESN’T MAKE IT HARDER FOR FUTURE GENERATIONS TO MEET THEIR NEEDS.

Winterthur è bellissima, con palazzi meravigliosi, qualcuno dice che la Svizzera è bella, pulita, pensata ma… triste, forse manca l’allegria che da noi ,però, è data molto spesso solo dal caos, dalla confusione(!!!)? a tale proposito si accettano commenti! Visto: Echtung residence, la loro particolarità è quella di essere completamente rivestiti di pannelli scorrevoli in vetro , decisamente belli.

Considerazioni a riguardo: ma quanto c’è di veramente sostenibile? Scende la sera e vederla con le luci degli appartamenti accese e con le ombre delle persone che si muovono dietro i vetri è suggestivo. Ulteriore considerazione: mangiata meravigliosa mousse al rabarbaro per dessert.

Seconda tappa – Arrivo a San Gallen, oltre al centro storico si visitano : lo studio Baumschlager&Eberle 2002, si riparte per Dornirb , visita agli uffici Zumtobel, si prosegue fino a Wolfurt , visita uffici LTW, e poi si arriva in Austria sul lago di Costanza a Bregenz. Cena in un ristorante sul lago per tutti eccetto che una parte del gruppo che prima è stata fatta accomodare e poi è stata cacciata perché la cucina nel frattempo aveva chiuso (piccolo equivoco dovuto forse al fatto che il ristoratore parlava solo tedesco o meglio: capiva solo quello che voleva lui!) e ha ripiegato sul Messicano. Considerazioni: la serata è meravigliosa, fa caldo, una splendente luna si specchia sul lago, nel nord d’Europa si respira un po’ di mediterraneo, in valigia abbiamo tutti un piumino ma è solo un peso.

Terza tappa – Visita in mattinata di Bregenz e di numerosi edifici sostenibili, tra cui due scuole. Visita del museo d’arte moderna di Zumtor. Spostamento verso Uberlingen e quindi in Germania, esattamente la parte tedesca del lago di Costanza,visita presso l’atelier Dreiseitl che progetta giochi d’acqua…l’atmosfera si fa surreale, eccitante, tutto è così fantastico e nello stesso tempo semplice. L’atelier, che si presenta a mezza strada tra un ufficio di rappresentanza e un laboratorio artigianale, è ubicato in un vecchio edificio restaurato con semplicità, si trova su una collina che si affaccia sul lago, circondato da fiori e giochi d’acqua, un sole forte lo inonda ma anche con la pioggia l’atmosfera sarebbe sempre così : sospesa tra lo stravagante e il reale come l’abbiamo respirata noi ma capace di produrre bioarchitettura autentica. Il gruppo è al massimo dell’appagamento!!!

Ma le emozioni della giornata non sono ancora finite perché nel pomeriggio è prevista la visita al quartiere Schafbruhl,opera dell’esimio architetto Joachim Eble, è stato anche programmato un incontro con intervista con l’architetto stesso.

Appena arrivati lì il sogno ricomincia, l’atmosfera è davvero bucolica , nei giardini ci sono i giochi d’acqua dell’atelier Dreiseitl, visto la mattina, le residenze sono tutte realizzate con materiali sostenibili e l’architetto dimostra una disponibilità nei nostri confronti fuori dal comune, un persona meravigliosa che fa del suo lavoro una missione di vita.

Inoltre la vecchia cittadina di Tubingen ci mostra edifici medioevali ancora intatti, giovani universitari che passeggiano fino a tardi e bar e ristoranti di grande design.

Per quella notte dormire ha significato continuare a sognare. Considerazioni: ma da noi in Italia un architetto così famoso come J. Eble dedicherebbe così tanto tempo ad un gruppo di architetti qualsiasi, rispondendo ad ogni curiosità e spiegando i suoi progetti nei minimi particolari?

La sera si cena in un ristorante dal design moderno e intelligente e molti di noi decidono di prendere un po’ di sano filetto di carne (interpretando il menù in tedesco) peccato che,invece, ci siamo mangiati del pesce con cacao ma dal design moderno ed intelligente!

Quarta tappa – La mattina si visitano le zone nuove intorno a Tubingen che ci mostra quartieri sostenibili e meno di grande interesse e bellezza, soprattutto creati con grande spirito di collaborazione tra vari ateliers.

Il gruppo fa anche domande alla gente riguardo la vivibilità, i costi, le comodità etc, tutti sono soddisfatti (tutto diverso dalle interviste che si vedono a Ballarò o Anno zero, chissà perché!). Siamo ora nel cuore della Germania dell’industria automobilistica e quindi ci visitiamo tutto il museo della Mercedes e, bisogna ammetterlo, è un gran bel progetto che piace soprattutto ai più giovani del gruppo.

Partenza per Stoccarda, visita della città: bella, vivace e piena di gente.

Cena al ristorante italiano dell’albergo, stavolta pesce ma senza cacao: una bella porzione di coda di rospo all’italiana!

Considerazioni: parlando con il ristoratore di origine napoletana abbiamo avuto la conferma che in Germania c’è crisi economica ma che l’Italia comunque , considerando gli stipendi, è uno dei paesi più cari d’Europa!

Quinta tappa – Ormai siamo dei veri professionisti dello spostamento rapido, il gruppo invece di rivelare sintomi di stanchezza è sempre più efficiente e puntuale e quindi partenza per Asperg, villaggio urbano Arkadien.

E’ Sabato, i bambini sono a casa, giocano nelle fontane, cascate e fiumiciattoli progettati dall’atelier Dreiseitl, il sole è estivo, i fiori e le piante sono rigogliose ma siamo svegli o sogniamo? Un orologio solare indica quanta energia sostenibile si sta usando in quel quartiere …insomma la bioarchitettura esiste e funziona.

In serata si arriva a Norimberga e prima di accomodarsi in albergo si visita il famoso centro polifunzionale ‘Prisma’ di J. Eble. Anche qui sembra che la fantasia superi la realtà, eravamo preparati perché l’architetto stesso ci aveva spiegato tante cose, ma vedere da vicino le cascatelle d’acqua , i camini per l’aria, la vegetazione con tanto di laghetto per rinfrescare, purificare, umidificare e poi i terrazzi, la copertura in vetro e ancora e ancora : una vera isola di paradiso nel traffico. Stupefacente. La serata è calda, Norimberga è gemellata con Venezia e lungo il suo fiume e sotto i suoi ponti vediamo scorrere le gondole con tanto di vero gondoliere veneziano.

Cena all’aperto, lungo il fiume in una tipica birreria tedesca. Considerazioni: se vuoi mangiare bene in Austria e Germania devi sederti a tavola almeno entro le otto di sera altrimenti l’unica cosa che ti resta da mangiare è lo snitzel (cotoletta alla milanese)… e così è successo a noi!

Sesta tappa – Oggi si torna in Austria, esattamente a Linz a visitare Solar City. Arriviamo alla Solar City dopo pranzo appena in tempo per assistere alla cerimonia tradizionale dell’innalzamento dell’albero della primavera. C’è ancora tanto sole e la birra scorre. La festa si tiene nella piazza di questo quartiere che ci mostra tanti edifici veramente ben progettati, scuole, parchi, negozi, residenze, giardini di vari architetti di grande fama e tanta sostenibilità.

Considerazioni: a qualcuno sembra che si respiri un po’ un’aria di ‘splendido isolamento’.

Serata a Linz e finalmente indossiamo il piumino che ci siamo portati, l’aria della sera è un po’ più fresca. Linz è decisamente bella.

Settima tappa e ultimo giorno – L’ultimo giorno è dedicato a Vienna ma la mattina visitiamo un posto fantastico che si chiama Biotop, che progetta e costruisce piscine ‘sostenibili’, cioè con un sistema naturale di auto-depurazione dell’acqua. Trasferimento a Vienna, pomeriggio in giro per la città, il viaggio sta per finire.

Alle 19,00 siamo tutti alla stazione di Vienna e dopo mezz’ora si parte, siamo tutti insieme ma ancora per poche ore: quelle di una notte. Si mangia qualcosa, si chiacchiera fino a tardi poi prepariamo le cuccette e ci addormentiamo, siamo stanchissimi.

Il viaggio è regolare, alle nove siamo a Roma, è il primo Maggio, c’è aria di festa ma per noi è il momento dei saluti, è finita e ci dispiace.

Ci lasciamo con la promessa di non perderci di vista ben sapendo che non sarà facile. Ma sappiamo che ci saranno altri viaggi, altre opportunità e per tutto ciò un grazie speciale a Marco.

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